giovedì 1 ottobre 2009

Uno scudo che non è solo fiscale

di Benedetta Marino

Mettendo insieme un po’ di notizie d’attualità sul tema proponiamo qui un glossario, non strettamente tecnico, per meglio inquadrare ragioni e conseguenze dello scudo fiscale “all’italiana”.

A come aliquota e come anonimato: i due punti più controversi del provvedimento. Coloro che decideranno di far rientrare in Italia capitali detenuti illegalmente all’estero pagheranno un’aliquota pari al 5% del capitale, a fronte – ad esempio - del 49% previsto negli Stati Uniti o del 44% della Gran Bretagna. Contestualmente, agli evasori in questione, il Governo italiano garantisce l’assoluto anonimato, a differenza di quanto accade in Gran Bretagna dove gli autori degli illeciti di particolare rilevanza vedono pubblicati i propri nomi per una questione di trasparenza, come intento punitivo e anche come forma di “monito” alla collettività. Riassumendo si può ragionevolmente concludere che in Italia i pochi grandi evasori che incidono realmente sul bilancio dello Stato non solo non vengono puniti (perché l’anonimato li garantisce del reato) ma addirittura finiscono per pagare di meno dei contribuenti onesti: una perfetta rappresentazione di un gigantesco paradosso.

B come banche: “Lo scudo fiscale è anche un regalo a banche, banchieri e bancarottieri, che potranno goderne i frutti. La collaborazione più assoluta e l'impegno sostanziale nella realizzazione dello scudo fiscale assicurata oggi dal presidente dell'Abi, Corrado Faissola, nell'interesse del paese e dei contribuenti", nasconde l'interesse peloso di gran parte delle banche, che già si fregano le mani per la vera e propria manna caduta dal cielo tremontiano di costi, commissioni e spese, che sottendono al rientro dei capitali" A sostenerlo in una nota congiunta sono Elio Lanutti e Rosario Trefiletti, rappresentanti di Adusbef e Federconsumatori.

C come condono fiscale: questo è il terzo condono fiscale a firma Tremonti dopo quello del 2001 che ha consentito la regolarizzazione di una somma globale di circa 73 miliardi di euro e quello del 2002 di circa 18 miliardi di euro. Nel caso attuale le previsioni arrivano ad ipotizzare un recupero di capitale pari a circa 300 miliardi di euro.

D come Draghi Mario e come dicembre: ''Lo scudo non e' molto diverso dagli altri due. Se si osservano i presidi antiriciclaggio degli altri paesi come Usa, Regno Unito e un terzo paese come la Francia, questi non concedono l'anonimato. In Italia, il primo scudo ha dato un gettito superiore alle attese, il secondo, inferiore, per questo scudo il flusso di denaro e' consistente''. (Asca, 22/07/09). Nel porre l’accento sulla questione dell’anonimato il governatore della Banca d’Italia ha rilevato come il vantaggio per i possessori di capitali “scudati” negli altri paesi non sia tanto di tipo economico (abbiamo visto che le aliquote sono consistenti) ma sia invece relativo alla cancellazione di sanzioni penali. Quindi all’estero chi sbaglia per lo meno paga nell’accezione più pura del termine (quella pecuniaria), mentre in Italia non solo si evitano le sanzioni penali ma si paga persino meno di chi è in regola con le tasse. La metà di dicembre, il 15 precisamente, è il termine entro cui far emergere i capitali esportati illecitamente all’estero.

E come Epifani Guglielmo, segretario Cgil e come “Etica” Banca: "Su tutto l'anonimato è la cosa peggiore, che si aggiunge però all'amnistia e al condono. E pensare che noi del sindacato, con Cisl e Uil, chiedevamo addirittura la tracciabilità per lottare contro l'evasione fiscale. Questo provvedimento - ha aggiunto - va in senso diametralmente opposto". Epifani ha anche commentato con un sorriso l'avvertimento della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Entrate sul fatto che questa sarà l'ultima occasione per mettersi in regola con il fisco: "La storia ci insegna che non c'é mai l'ultima volta: forse sarà la penultima". (Ansa, 29/09/2009). “Banca Etica” è l’unico istituto di credito italiano che ha nettamente rifiutato di accettare capitali sanati con lo scudo fiscale, perchè, come ha dichiarato il direttore generale Mario Crosta: “chi decide di diventare nostro cliente deve firmare un'autodichiarazione sulla provenienza lecita delle somme depositate. Per questo non abbiamo alcun rapporto al portatore, solo rapporti nominativi. Quindi per noi è una scelta consequenziale, anche nel 2002, in occasione del precedente scudo fiscale, abbiamo fatto così".

F come fiducia: anche nel caso di questo scudo fiscale, inserito nel cosiddetto decreto anticrisi, il Governo ha posto la questione di fiducia sul testo arrivato in Aula.

G come ghigliottina: nella seduta della Camera di ieri, 30 settembre, il Presidente ha avvisato di voler ricorrere a tutti i mezzi offerti dai regolamenti parlamentari per contrastare l'ostruzionismo delle opposizioni e fare in modo che il decreto legge possa arrivare sul tavolo del capo dello Stato con qualche ora di anticipo rispetto alla scadenza del 3 ottobre. La definizione della possibilità, da parte del Presidente della Camera, di ricorrere alla scelta di porre votazione un provvedimento a prescindere dalla fase in cui è giunto l'esame è chiamata convenzionalmente “ghigliottina”. Se dovesse concretizzarsi si tratterebbe della prima volta nella storia di Montecitorio, non essendo mai stata applicata ma sempre e solo “minacciata”, non da ultimo dallo stesso Fini lo scorso 31 marzo, nel corso dell’approvazione del decreto sulle quote latte..

H come HM Revenues & Customs (HMRC), l’amministrazione fiscale del Regno Unito

I come IRS, acronimo di Internal Revenue Service, ovvero l’agenzia esattoriale del governo federale degli Stati Uniti d'America. Piccola digressione: per far comprendere quale sia l’atteggiamento del governo americano nei confronti di reati finanziari e di natura fiscale, senza dover arrivare ai grandi crack delle multinazionali ed alle relative esemplari condanne, basti pensare che uno dei più noti gangster della storia, Al Capone, fu preso - dopo anni di vane ricerche e di indagini che non riuscivano a produrre un solido impianto accusatorio - solo quando venne rinviato a giudizio per evasione fiscale. Fu grazie al pool degli “Intoccabili” (da cui il celebre film), gli espertissimi funzionari che si misero alle costole del boss per anni alla ricerca di ogni minimo indizio sui suoi molteplici movimenti finanziari, che si riuscì a portare alla sbarra il “nemico n. 1 della città di Chicago”.

L come legalità: il cui richiamo come valore assoluto e di cui tanta politica si riempie la bocca si scontra con un messaggio di impunità generalizzata chiaramente presente nella ratio di questo decreto.

M come mafie: per le conseguenze dello scudo, per le difficoltà investigative derivanti dalla garanzia dell’anonimato, per le anomalie sul segreto bancario, per i rischi del riciclaggio di denaro sporco da parte della criminalità organizzata consiglio questo interessante articolo del Pm della direzione antimafia di Palermo Roberto Scarpinato. La coincidenza vuole che, nella stessa giornata in cui la Camera si apprestava a votare la fiducia sul decreto, uscisse l’ultimo rapporto Censis sulla criminalità dal titolo "Il condizionamento delle mafie sull'economia, la società e le istituzioni del Mezzogiorno", realizzato su incarico della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia. Ebbene dalla relazione del Presidente della commissione, Beppe Pisanu, emerge come fondamentale strumento di lotta alla criminalità la sottrazione dei patrimoni illegalmente accumulati dai mafiosi, oltre all’esigenza di un rinnovo della classe dirigente locale e di un’opera di sensibilizzazione della popolazione al rispetto delle regole. A voler essere buoni: non ci troviamo forse di fronte ad un atteggiamento quantomeno schizofrenico da parte di una politica che da un lato, nel nome della legalità, individua soluzioni volte a contrastare il sistema criminale e poi, al dunque, si muove in direzione contraria allentando le maglie di controllo, con questo scudo fiscale, su possibili attività di riciclaggio di denaro sporco?


O come orecchini (quelli di Maradona): “L'ex calciatore argentino - che soggiorna all'Hotel di Merano per un ciclo di cure - ha ricevuto in mattinata la visita dell'ufficiale di riscossione e dei militari della Guardia di Finanza che "hanno proceduto, oltre che alla notifica, al pignoramento immediato di orecchini del valore di circa 4.000 euro” (Reuters, 18/09/2009). Al di là della particolare contingenza – Maradona era lì per delle cure dimagranti – la notizia ha un peso perché rivela una generale discrasia, ovvero com’è facile sbattere in prima pagina gli “evasori di cui sparlare dal parrucchiere” trattando invece con i guanti di seta, grazie all’assoluto anonimato, tutti coloro che beneficeranno dello scudo fiscale.

P come Penelope: la metafora della tela di cui parla Scarpinato nel suo pezzo appare drammaticamente puntuale: “Per evitare che la legislazione antimafia diventi un’eterna tela di Penelope, che di giorno si tesse con nuovi provvedimenti e di notte si sfila creando enormi zone di opacità impermeabili alle indagini, sarebbe il caso che questa volta non si ripetessero gli errori del passato e, dunque, si dotasse la magistratura di strumenti idonei per intercettare quelli tra i capitali rientrati che non sono frutto di reati condonabili, ma di altre attività criminose”.

R come Ragion di Stato: appellarsi alla Ragione di stato per giustificare un condono di tale portata non è una novità, ma è una sorta di mantra ricorrente ogni qual volta si scelga o si abbia bisogno di approvare norme “moralmente” discutibili come sono, molto spesso, le sanatorie. Il Ministro Tremonti ci dice che, in conseguenza della crisi economica mondiale che non ha risparmiato nemmeno il nostro paese, l’erario è in sofferenza e pertanto si rende necessaria una manovra che consenta il rientro di capitali esteri proprio per ridare ossigeno alle casse dello Stato. Il Presidente Berlusconi ha spiegato che queste somme, “soldi sacrosanti e santi”, verranno investite nella sanità e nelle università e che in questo modo non si è voluto mettere mano nelle tasche degli italiani. Peccato che non le si è messe nemmeno in quelle dei grandi evasori, potremmo chiosare.

S come Siffredi Rocco: confronta Maradona. Anche lui finito nella lista della Guardia di Finanza insieme ad altri 800 possibili evasori su cui si stanno concentrando le indagini. Non potrà comunque usufruire dello scudo perché ha già un procedimento aperto, di natura fiscale, a suo carico.

T come Tremonti: l’autore di questo provvedimento, che dimostra ancora una volta l’innata predilezione per tutto ciò che consente di “fare cassa”, contribuendo però a restringere il crinale tra legalità e illegalità rovesciando – per lo meno dal punto di vista morale – la massima cara a Robin Hood.

U come Ubs: la lotta all’evasione fiscale è uno dei terreni su cui Barak Obama ha investito maggiormente, ingaggiando una guerra aperta soprattutto ai grandi evasori che hanno trasferito ingenti capitali nei cosiddetti "paradisi fiscali". Appunto. L’Ubs è il più grande gruppo bancario svizzero che ha accettato, dopo un lungo braccio di ferro, di fornire i conti di 4.450 clienti americani sospettati di evasione dal ministero del Tesoro di Washington. Considerate le numerose autodenunce che stanno arrivando all’Irs, e che eviteranno agli evasori le sanzioni penali ma non il pagamento di tutte le imposte dovute, si può dire che i frutti già iniziano a vedersi.

V come “La Voce”: per chi vuole capire tecnicamente come funzionerà lo scudo e per le perplessità che sta suscitando, consiglio un interessante studio di Silvia Giannini e Maria Cecilia Guerra per la citata rivista on line.

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