di Giuseppe de Lucia - CasertaSono ormai diversi giorni che la nostra regione è mortificata dall'invasione dei rifiuti, la cosidetta "Emergenza Campania", ma in verità: è veramente emergenza??
La mia potrebbe sembrare una provocazione..ma non lo è!
Azzarderei che si tratta di "Emergenza Politica" piuttosto che di quella ambientale, perché se oggi ci troviamo in questo stato è solo per la incompentenza/negligenza della classe politica campana.
Il problema dei rifiuti è esploso nel lontano 1994 e da allora abbiamo sempre vissuto per giorni o intere settimane in cui l'immondizia non veniva raccolta e inondava le strade cittadine…perché?? Come al solito una delle tante discariche era piena fino al collasso e non c'era più spazio per altri rifiuti.
Si aspettava allora l'intervento del commissario che aveva il compito di individuare l'ennesimo sito di stoccaggio, definito sempre provvisorio, ma che in molti casi è diventato definitivo perché i rifiuti dovevano poi essere trasferiti presso uno dei due termovalizzatori. Peccato che questi non siano stati mai costruiti benchè fossero previsti dal piano regionale redatto nel 1994 ed appunto, quello di Acerra, forse il primo, sarà completato entro la fine di quest'anno.
Pianura oggi non è altro che la drammatizzazione più estrema del malcontento che ha serpeggiato negli anni tra le gente civile, stanca ormai delle tante disfunzioni del "sistema". Ricordiamo infatti che il commissario nominato nel 1994 aveva il compito di risolvere il problema apportando interventi strutturali, per i quali abbiamo visto arrivare solo i fondi (milioni e milioni di Euro) e nessuna soluzione concreta.
Molti hanno sicuramente tratto vantaggio da questa situazione; in primis la criminalità locale, che ha capito da anni che i rifiuti rappresentano uno dei business più redditizi; tante infatti sono le aziende riconducibili a personaggi della malavita organizzata e da anni la magistratura lavora su questo tema.
Ricordo gli anni in cui gli automezzi delle società assegnatarie del servizio di raccolta dei rifiuti erano costretti ad andare in giro scortati dalla polizia, perché durante la raccolta i conducenti e gli operatori ecologici rischiavano la vita, e sapete perchè?? Perché l'azienda appaltante magari non era gradita o comunque non era legata al clan locale…pazzesco!
La stessa individuazione di siti provvisori per lo stoccaggio da parte dei vari commissari di Governo è stata oggetto di interesse della camorra.
In molti casi, infatti, i terreni assegnati come sito provvisorio erano riconducibili ai clan camorristici o comunque a dei loro prestanome che un mese prima compravano i terreni interessati direttamente dal commissario; evidentemente ci sono gli estremi per delineare una connection diretta tra i commissari che si sono succeduti e la malavita organizzata.
Una buona dimostrazione del controllo della camorra su quest'attività ce la può dare la notizia (di qualche giorno fa) che alcuni quartieri di Napoli come Sanità, Scampia o altri ad alta densità camorristica, hanno le strade pulite, un’ottima testimonianza del fatto che in Campania l'antistato sia spesso più efficace dello stato.
Tanti sono gli episodi anomali di questa vicenda che non possono che delineare un chiaro ruolo di responsabilità della malavita.
Naturalmente la politica tutta, dal governo(con i vari commissari) fino al livello locale, ha fallito clamorosamente. Negli anni non si è mai giunti ad una soluzione definitiva del problema; gli enti locali dicono che la colpa è dei vari commissari, che in molti casi hanno deciso senza il loro coinvolgimento (di fatto i comuni o le province sono stati espropriati dei propri poteri decisionali), ma è pur vero che questi ultimi non si sono certo distinti per operosità, per quanto concerne le aree di loro stretta competenza.
Ad esempio sono pochissimi i comuni che hanno attivato gli strumenti necessari per rendere operativa la raccolta differenziata; alcuni hanno raggiunto livelli più alti della media italiana, ma tantissimi si trovano a livelli minimi; non può dunque non apparire chiara in questi casi la responsabilità dei sindaci e degli amministratori locali.
I commissari, invece, (non ultimo Bertolaso) hanno denunciato l'impossibilità di operare proprio per gli ostacoli e la mancata collaborazione degli enti locali. In un simile e continuo rimpallo di responsabilità sta di fatto che la soluzione non è mai arrivata.
Uno dei protagonisti politici è certamente Antonio Bassolino, il re indiscusso della "campania (poco)felix" degli ultimi quindici anni e commissario straordinario nel periodo 2000-2004. E' ricomparso, dopo tanti giorni di oscuramento mediatico, a "Porta a Porta", ed è stato difficile non provare sconforto e ribrezzo nel guardare la faccia di chi oggi è uno dei responsabili più significativi di tale vicenda. Naturalmente Bassolino ne è l'emblema, la punta dell’ iceberg di una classe politica regionale che non ha voluto gestire e risolvere il problema e che, in certi casi, ne ha persino tratto giovamento…un esempio??
La proliferazione di consorzi di bonifica pubblico/privati o di aziende consortili per la raccolta dei rifiuti, quelle a famoso capitale misto in cui le amministrazioni hanno messo tanto denaro (i nostri soldi)..con quale risultato?? Miriadi di consigli di amministrazione con compensi da capogiro, composti per lo più da sindaci o amministratori locali (organismi assolutamente vietati a tecnici!!), tanti e tanti posti di lavoro assegnati con la logica dell'assunzione per via politica..insomma un serbatoio di voti, dai quali tutti, soprattutto nel nostro centrosinistra, hanno pescato in grande quantità durante le tornate elettorali.
Tutto questo con una destra compiacente, che in molti casi si è opposta alle misure che il governo regionale ha cercato di realizzare per la risoluzione del problema. Sempre in prima linea ad osteggiare l'insediamento di siti di stoccaggio o dello stesso termovalorizzatore, solo per interessi di parte e senza anteporre l'interesse generale a quello politico. Peraltro, la madre dello scandalo della gestione rifiuti la si può ravvisare nell'assegnazione del primo contratto alla FIBE, sotto la presidenza Rastrelli (AN) nel 1994, che si doveva occupare della definizione del processo della gestione integrata dei rifiuti in Campania.
Accanto al Presidente Bassolino, sempre nella stessa trasmissione, era seduto un altro personaggio illustre delle vicenda: l'attuale ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio che, come ricordava bene il direttore de"il Mattino", era tra i primi oppositori della costruzione del termovalorizzatore di Acerra o della discarica a Serre (Provincia di Salerno). Insomma, ci vuole coraggio a presentarsi in Tv !!!
Le responsabilità, com’ è chiaro, sono distribuite a tutti i livelli: dal governo nazionale alle comunità locali fino alla criminalità organizzata. Quest'ultima troverà peraltro sempre terreno fertile in un territorio (ricordiamolo) in cui la speculazione di alcuni imprenditori, politici compiacenti e cittadini al servizio della malavita, consentono ai clan di affermare il proprio potere, arricchendosi alle spalle della collettività.
Devo riconoscere che il governo ha affrontato con decisione il tema e, con la scelta di De Gennaro, si è voluto dare un segnale importante e di attenzione. Sono anche contento per le parole di Prodi di qualche giorno fa, in cui afferma la necessità di risolvere il problema in modo solidale invitanto tutte le regioni a dare il proprio contributo. Sarebbe invece interessante conoscere la posizione del nostro segretario Veltroni, che non si è ancora espresso sul tema o comunque ha giocato un ruolo defilato...forse perchè la pensa come Bassolino?
Mi auguro che la classe dirigente campana faccia un'autentica autocritica (a sinistra come a destra) e si assuma le proprie responsabilità. Non chiedo le dimissioni di nessuno perchè oggi non servirebbe a nulla. Confido piuttosto nel buongusto di NON presentarsi alle prossime elezioni, sperando che noi cittadini stavolta riusciremo a non votarli più, magari invece incoraggiando facce nuove. Perché sia chiaro: in Campania NON esiste solo il problema dei rifiuti e come diceva qualche amico “la monnezza "puzza" e si sente” ma vi posso garantire che ci sono tanti altri i problemi che non "puzzano", ma fanno danni almeno quanto i rifiuti.
"uagliù,stam'nguaiat!!!!! (per gli amici:"Ragazzi,stiamo inguaiati")






2 commenti:
ma allora io mi chiedo: per cosa protesta la gente? Perchè sono state prese d'assalto le forze dell'ordine alle discariche? Per cosa scendono in piazza, quando hanno tacitamente accettato che la merda di mezza europa fosse seppellita nella loro provincia per oltre vent'anni? Perchè nessuno dice che la diossina che si stanno respirando è più pericolosa delle polveri sottili dei termovalorizzatori, ma lo sanno poi cos'è la diossina? Lo sanno cosa sono le polveri sottili...o sanno solo andarsi a lagnare davanti alle telecamere dei vari TG, con le solite patetiche scenate, mostrando figli che non ridono, dicendo che i bambini disegnano i rifiuti a scuola, usando per l'ennesima volta, corso e ricorso, i bambini (come al solito cinque o sei figli in famiglie monoreddito)...non se ne può più...secondo quale logica il resto d'Italia dovrebbe farsi carico delle polveri derivanti dai loro rifiuti? Non vogliono i termovalorizzatori? Non vogliono le discariche? Non vogliono smaltire? Stiano nella loro monnezza.
Io credo che dovremmo avere il coraggio di individuare anche le responsabilità dei cittadini campani. Credo ne esistano. Credo non si possa non partire dalla base della piramide della politica, della cittadinanza, della democrazia e del civismo.
andrea
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